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Nell’anno 2020 con la pandemia causata dal Covid-19 il governo ha messo in atto diverse misure, attraverso i decreti legge per poter sostenere cittadini e imprese in questo particolare momento di difficoltà.

Il 19 maggio 2020 con il “Decreto Rilancio” tra le tante iniziative e bonus presenti, è stato inserito anche un Superbonus, riguardante una detrazione fiscale pari al 110% per specifici interventi di efficientemente energetico, antisismico, fotovoltaico, e delle infrastrutture per veicoli elettrici, che si va ad aggiungere al Sismabonus e Ecobonus.

 

Chi può usufruire del Superbonus 110%?

Questo Superbonus può essere sfruttato dai seguenti soggetti:

  • Persone fisiche proprietarie di un immobile;
  • Condomini;
  • Persone fisiche proprietarie di 2 o 4 unità immobiliari distinte in catasto;
  • Istituti autonomi per case popolari, esempio Ater o Iacp;
  • Onlus e associazioni di volontariato;
  • Associazioni e società sportive dilettantistiche;
  • Cooperativa di abitazione a proprietà indivisa.

 

Quali sono gli interventi compresi?

Gli interventi che interessano questo bonus sono, come abbiamo già accennato all’inizio:

  • Isolamento termico;
  • Sostituzione impianti climatizzazione parti comuni;
  • Sostituzione impianti climatizzazione unità abitativa;
  • Interventi antisismici;
  • Infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici;
  • Interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

 

Come funziona la detrazione?

Dopo aver spiegato le parti principali del Superbonus, vediamo di concentrarci sulla parte importante e cioè sulla detrazione del 110% e sulla cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

La detrazione spettante del 110% sarà suddivisa in 5 quote annuali di pari importo per l’anno 2021, mentre per la detrazione sui lavori realizzati nel 2022 le quote saranno 4, sempre entro i limiti di capienza dell’imposta lorda annua risultante dalla dichiarazione dei redditi, e qualora la quota non trovi capienza nell’imposta lorda annuale, non potrà essere utilizzata e neanche rimborsata.

Proprio per questo è stata data un’alternativa molto vantaggiosa a tutti quelli che vogliono sfruttare il Superbonus, e cioè la cessione del credito verso terzi, o un credito anticipato dai fornitori di bene e servizi, sotto forma di sconto in fattura.

La cessione del credito può essere effettuata ai fornitori di servizi necessari alla realizzazione dei lavori, a persone fisiche che hanno un’attività autonoma d’impresa, o agli istituti di credito. Tutti questi soggetti possono a loro volta cedere il loro credito. Si crea così un mercato di compravendita dei crediti.

Nel momento in cui si decide di cedere il proprio credito ad esempio agli istituti bancari, è possibile con la banca in questione avere il credito della detrazione in maniera anticipata, mentre la banca dovrà aspettare l’accredito delle varie quote nel cassetto fiscale e utilizzarlo poi per l’annualità di riferimento indicata.

Possiamo quindi dire che la cessione è un po’ come un finanziamento, in cui il soggetto che cede il credito riceve la somma pagata dal compratore (solitamente un importo inferiore a quello nominale del credito), mentre il soggetto che acquista il credito a sconto riceverà l’importo della detrazione pari al credito ceduto attraverso le cinque quote annuali.

Questa opzione molto vantaggiosa per chi vuole effettuare dei lavori alla propria abitazione e in questo modo potrà farlo a costo zero, senza cacciare neanche un euro di anticipo sui lavori.

Noi esperti del settore siamo a disposizione per rispondere a tutte le vostre domande inerenti alla cessione del credito, dandovi le migliori opzioni e linee guida per permettervi di approfittare di questa vantaggiosa opportunità.

 

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