documentazione bonus - GiroCredito

L’ecobonus 110% è una grande opportunità per i privati per migliorare l’efficienza energetica dei propri immobili, ma accedere a questo contributo richiede numerosi controlli documentali da parte di diversi professionisti al fine di prevenire delle frodi.

Il processo di implementazione delle opere e l’ottenimento del credito coinvolge numerosi professionisti (Commercialisti, Tecnici,…) ed enti (Agenzia delle entrate, Asl,…) ognuno adibito a specifici controlli.

Pur essendo un processo piuttosto lungo e laborioso, permette all’acquirente del credito di fare una serie di verifiche sull’attendibilità del venditore e comporta una serie di garanti della qualità dell’intervento. In particolar modo, va notato che il commercialista e i tecnici devono essere assicurati sulle responsabilità civili delle loro dichiarazioni.

 

Attività di controllo formale di un professionista

Per accedere a questo incentivo, il beneficiario deve incaricare il proprio commercialista (o responsabile consulenza fiscale) di svolgere un’attività di controllo formale (e non di merito) al fine di ad evitare errori materiali e di calcolo nella determinazione degli imponibili o delle imposte.

Alla comunicazione è necessario che il professionista alleghi:

  • copia integrale della polizza assicurativa di responsabilità civile. Il massimale della polizza non deve essere inferiore a euro 3.000.000;
  • dichiarazione   relativa   all’insussistenza   di   provvedimenti   di   sospensione   dall’ordine di appartenenza.

 

Il visto si potrà ottenere solo dopo che il commercialista avrà controllato i seguenti documenti [1]

  • Idoneo titolo di possesso o di detenzione dell’immobile;
  • La natura dei redditi del beneficiario. Costui potrebbe accedere al beneficio anche avendo una capienza fiscale limitata grazie allo sconto in fattura e alla cessione del credito, ma è consigliabile fare questa verifica per scartare quegli individui che oggettivamente non hanno diritto al contributo;
  • Abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare. Infatti, Varie tipologie di interventi edili possono richiedere dei permessi diversi:
      • Gli interventi in edilizia libera (ordinaria) non necessitano di alcun titolo abilitativo
      • Le manutenzioni straordinarie richiedono una comunicazione asseverata di inizio lavori (CILA) o la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)
      • Il permesso di costruire è necessario per gli interventi di nuova costruzione, di ristrutturazione urbanistica e di ristrutturazione edilizia che portino ad aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o a un mutamento della destinazione d’uso;

 

Relazioni tecniche fatte dai tecnici (ingegneri, architetti)

Per gli interventi di efficienza energetica è sempre necessario l’Attestato di prestazione energetica (APE) che misuri la classe energetica prima e dopo l’intervento

In caso di interventi di riduzione del rischio sismico, il tecnico dovrà verificare la classe di rischio sismico prima e dopo l’intervento

  • Comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’Azienda Sanitaria Locale.

Questo documento è necessario per verificare le eventuali responsabilità in caso di incidenti durante le opere.

Tale comunicazione, deve contenere le seguenti informazioni:

    • generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi;
    • natura dell’intervento da realizzare;
    • dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori
    • data di inizio dell’intervento di recupero
  • Certificato catastale. Serve a verificare se l’immobile è censito al catasto e se quindi l’agenzia delle entrate è in grado di riscuotere l’IMU su quella struttura
  • Documenti comprovanti il sostenimento della spesa. Questi documenti devono avere una descrizione dettagliata degli interventi effettuati. La spesa deve essere stata sostenuta dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. In particolare bisognerà mettere in evidenza gli interventi “trainati” ovvero quelli che beneficiano di un’aliquota maggiore
  • Bonifici bancari che attestino il pagamento delle fatture
  • Dichiarazioni sostitutive. Queste sono delle dichiarazioni firmate dal beneficiario dove lui garantisce il rispetto di una serie di limiti e vincoli
  • il rispetto del limite massimo di spesa ammissibile
  • la presenza o meno di altri contributi riferiti agli stessi lavori
  • che l’immobile oggetto di intervento non è utilizzato nell’ambito di attività d’impresa o professionale
  • la presenza di reddito imponibile
  • gli interventi non consistano nella mera prosecuzione di interventi iniziati in anni precedenti
  • non si è beneficiato del Superbonus per gli interventi di efficienza energetica su un numero superiore a due unità immobiliari
  • Il tecnico dovrà garantire la congruità delle spese e dei requisiti tecnici e dovrà comunicare questa dichiarazione a degli uffici specializzati nella valutazione di queste affermazioni (ENEA per gli interventi energetici e sportello unico del comune per gli interventi sismici)
  • Polizza RC del tecnico sottoscrittore. Infatti il tecnico deve avere una polizza sulle responsabilità civili non inferiore a 500.000 euro, al fine di garantire ai clienti e allo Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata.
  • Consenso alla cessione del credito o sconto in fattura da parte del cessionario/fornitore

 

Per concludere, vista l’importanza del contributo, il  governo  ha fatto tutto il possibile per  tutelarsi imponendo di coinvolgere una serie di professionisti  garanti della congruità del progetto e delle spese sostenute. Inoltre ha imposto che questi professionisti siano assicurati sulle loro eventuali responsabilità civili.

Qualora sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta, l’Agenzia delle entrate provvede al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante nei confronti del soggetto che ha esercitato l’opzione.

 

Nota bene: Nel caso di cessioni del credito, gli acquirenti rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d’imposta ricevuto, non per l’eventuale mancata sussistenza dei requisiti che danno diritto alla detrazione di imposta.[2]

 

[1] https://www.fondazionenazionalecommercialisti.it/node/1500
[2] https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/i-controlli-agenzia#:~:text=Qualora%20sia%20accertata%20la%20mancata,degli%20interessi%20(di%20cui%20all’
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