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Per i contribuenti negli ultimi mesi è scattata una vera e propria “caccia” al bonus. Nel caotico sistema di sovvenzioni statali, sono gli incentivi sulla casa, meglio noti come Ecobonus e Sismabonus 110% (di cui al “Decreto Rilancio” n. 34/2020) a generare i maggiori dubbi interpretativi.

Se è chiaro che il contributo copre totalmente il costo delle operazioni, più oscure risultano a volte alcune terminologie sullo stesso.

Per fare chiarezza sull’argomento, quindi, non si può prescindere dal trattare la cessione del credito d’imposta.

 

In cosa consiste la cessione del credito d’imposta?

 

Mediante tale strumento la detrazione economica di cui al bonus si trasferisce ad altri soggetti, a libera scelta, comprese aziende, altri privati, banche ed altri intermediari finanziari.

Il vantaggio è del tutto evidente. Il beneficiario non dovrà più curarsi dell’aspetto prettamente economico del proprio incentivo, soffermando la sua attenzione esclusivamente sui lavori da realizzarsi. Infatti il soggetto cessionario (ossia colui che acquisisce la detrazione economica) potrà, a sua volta, utilizzare il credito di imposta che ha ottenuto, o cederlo ulteriormente senza che ciò interessi l’utente che sta giovando degli interventi.

Si introduce dunque un importante fattore per l’incentivo alle opere edili e la ripresa delle attività imprenditoriali connesse e collaterali.

Ricapitolando il contribuente può scegliere di trasformare la detrazione spettante in un vero e proprio credito d’imposta da cedere ad altri soggetti, che potranno utilizzarlo in compensazione delle imposte dovute con lo stesso numero di rate che prevede la detrazione originaria oppure cederlo a loro volta.

 

A chi cedere il proprio credito fiscale?

 

La scelta del soggetto a cui cedere la propria detrazione non è affatto banale. Fortunatamente, sulla base delle previsioni legislative, lo spettro dei papabili cessionari è estremamente vario.

Devono essere menzionati, innanzitutto, gli istituti bancari. Quest’ultimi, infatti, tramite anche una incessante operazione di marketing, si sono dimostrati molto interessati ad operare in tale settore.

Le banche non fanno preclusioni ed accettano quali cessionarie sia le detrazioni dei clienti (che ad esempio hanno contratto un mutuo per acquistare l’immobile nel quale opereranno grazie all’Ecobonus), sia dei nuovi semplici correntisti.

Ma non solo! Anche l’impresa direttamente coinvolta nei lavori, parimenti a qualsiasi altro soggetto giuridico anche estraneo al cantiere, possono acquistare la detrazione in oggetto divenendo cessionari.

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, quindi, ampia della scelta.

Girocredito, l’innovativa piattaforma per la compravendita dei crediti fiscali, permette di trovare la migliore offerta sia per cedere che per acquistare crediti fiscali, perché facilita l’incrocio di domanda ed offerta anche non solo con le banche.

 

Altri vantaggi della cessione del proprio credito fiscale

 

Allo stato attuale, preso atto dei continui aggiornamenti e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, la cessione del credito d’imposta appare uno strumento oltremodo versatile.

Non può per esempio non citarsi che, se più persone hanno diritto alla detrazione per la spesa sostenuta, ognuna di esse potrà decidere in piena autonomia sull’eventuale cessione della propria parte senza essere vincolata dalle altre. Pertanto, anche in caso di interventi condominiali, non deve essere necessariamente il condominio che opta per la cessione del credito. Sulla base di tale ragionamento ogni condomino potrà, per l’appunto, decidere senza alcun vincolo cosa fare del credito fiscale maturato.

Altra peculiarità degna di nota rappresenta il fatto che il cedente può, a sua piena discrezione, trasferire il credito fiscale anche solo parzialmente. Il beneficiario avrà la facoltà di selezionare i determinati interventi di cui all’Ecobonus che desidererà cedere, rispettando il solo limite massimo due tranche di trasferimento.

In conclusione la cessione del credito d’imposta risulta, ad oggi, un valevole metodo per l’accesso ad un sovvenzionamento statale che non occorre, assolutamente, farsi scappare.

 

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