gli Italiani si caratterizzano per la loro elevata propensione al risparmio che gli ha permesso di accumulare ricchezza per 8,5 volte il loro reddito.

Secondo il report “La ricchezza delle famiglie e delle società non finanziarie italiane”[1], a fine 2017, la ricchezza delle famiglie italiane è stata pari a 10.669 miliardi di euro, 8, 5 volte il loro reddito disponibile. Le prime case sono la principale forma di investimento delle famiglie con un valore di 5.246 miliardi di euro.

Successivamente possiamo vedere che i conti correnti e le disponibilità liquide che rappresentano il 13% del totale, le azioni (spesso di aziende controllate dalle famiglie stesse) ne rappresentano il 10% e i fondi pensioni e i titoli assicurativi che rappresentano il 9%.

 

Attività degli Italiani  2017
Abitazioni            5.246.608 € 49%
Immobili non residenziali                678.819 € 6%
Biglietti e depositi            1.360.948 € 13%
Azioni            1.038.109 € 10%
Riserve assicurative e garanzie standard                995.103 € 9%
Altro            1.425.881 € 13%
TOTALE          10.669.047 € 100%

 

In particolare, gli Italiani si caratterizzano per la loro elevata propensione al risparmio che gli ha permesso di accumulare ricchezza per 8,5 volte il loro reddito. Una percentuale molto maggiore alle altre nazioni sviluppate.

grafico - GiroCredito

Questa elevata ricchezza potrebbe essere uno strumento efficace per aumentare i redditi delle famiglie italiane[2] che attualmente sono relativamente bassi rispetto alle altre nazioni europee (siamo tredicesimi su ventotto nazioni)

2019
1 Switzerland 41.167
2 Norway 39.127
3 Luxembourg 36.367
4 Denmark 30.717
5 Austria 25.729
6 Ireland 25.528
7 Finland 24.879
8 Netherlands 24.627
9 Belgium 24.608
10 Sweden 24.490
11 Germany 23.504
12 France 22.583
13 Italy 17.165
14 Cyprus 16.215
15 Malta 15.354
16 Spain 15.015

 

Nonostante questa disparità, gli Italiani continuano ad investire in attività con rendimenti piuttosto limitati.

I conti correnti offrono rendimenti negativi visto che le banche non pagano interessi su questo denaro depositato e sono assoggettati di spese di gestione ed imposte di bollo[3]. Negli ultimi 15 anni, la liquidità delle famiglie italiane è cresciuta del 40%[4], e, tra il 1988 e il 2019 la percentuale di titoli del debito pubblico che era in mano alle famiglie è crollata al 57 al 5% per l’elevata incertezza percepita e per i bassi rendimenti offerti[5] (i titoli ad un anno hanno un rendimento negativo dello -0,2% mentre i titoli a 10 anni offrono lo 0,8% annuo).

Anche l’immobiliare in Italia è costantemente sceso in valore negli ultimi 7 anni, passando da circa 2,500€ a m2 arrivando ad oggi a circa 1900€.[6]

I fondi pensione hanno avuto una performance leggermente migliore, visto che tra il 2011 e il 2020 rendimenti medi annui composti sono stati del 3,6% per i fondi negoziali, 3,7 per i fondi aperti, e del 2,4 per i PIP[7]. Va però detto che questi fondi spesso comportano dei costi annuali tra lo 0,6 e il 2% sulle masse gestite, quindi i rendimenti netti sono comunque molto bassi.

In questo contesto di rendimenti nulli o negativi, l’acquisto di crediti d’imposta potrebbe essere una valida alternativa.

Il super bonus 110% può essere detratto fiscalmente in 5 anni[8] dalla dichiarazione dei redditi, andando ad abbattere le spese per l’IRPEF (tassa sulle persone fisiche). Però Visto che molti beneficiari potrebbero non avere la capienza fiscale per usufruire di questo incentivo, il governo ha dato la possibilità di cedere questo credito. Attualmente la maggior parte delle banche offre un finanziamento di 100€ per ogni 110€ di credito venduto. Però il beneficiario non è tenuto a vendere necessariamente ad un istituto finanziario, può venderlo anche ad altri privati.

Assumendo un prezzo di cessione di 102€ per il credito di 110€, l’acquirente avrebbe un rendimento del 4% (migliore della maggior parte delle alternative di investimento presenti sul mercato) e il venditore otterrebbe la più liquidità di quella che riceverebbe in banca.

 

Anno 0 1 2 3 4
Credito fiscale detraibile

(Acquistato)

   110€    22,0€    22,0€    22,0€    22,0€     22,0€
Valore attuale delle detrazioni fiscali    22,0€    21,2€    20,3€    19,6€    18,8€
Rendimento ottenibile

4,0%

Somma data al venditore    102€

 

[1] https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/ricchezza-famiglie-societa-non-fin/2017-ricchezza-famiglie-societa-non-fin/statistiche_RFSNF_09052019.pdf

[2] https://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/submitViewTableAction.do

[3] https://confrontaconti.ilsole24ore.com/conti-correnti/lista-preventivi-conti-correnti.aspx?pProfiloInCC=02cf66d3-b4f7-46cc-bda9-f01c2423e770&pPersonaliInCC=56bf6a81-9744-439e-a030-4419e3b9d604&pRichCC=ec088170-7dfe-407b-84f5-9f0179928844&datiRicerca=0dc1a116-648f-4779-86a2-31d2cac64692

[4] https://www.ilsole24ore.com/art/guadagni-pochi-costi-alti-risparmio-italiani-vicolo-cieco-ACF6Mtv

[5] https://www.ilsole24ore.com/art/guadagni-pochi-costi-alti-risparmio-italiani-vicolo-cieco-ACF6Mtv

[6] https://www.immobiliare.it/mercato-immobiliare/#:~:text=A%20Gennaio%202021%20per%20gli,%E2%82%AC%201.927%20al%20metro%20quadro.

[7] https://www.ilsole24ore.com/art/fondi-pensione-anno-pandemia-lima-adesioni-contributi-e-rendimenti-ADQybeIB

[8] https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2020/11/12/151695-ecobonus-110-come-funziona-la-cessione-del-credito-alle-banche#:~:text=L’ecobonus%20110%20o%20superbonus,antisismica%20realizzati%20sulle%20proprie%20case.