Superbonus - Perchè Aderire - GiroCredito - Business

“Essere o non Essere”, “Ecobonus o non Ecobonus”. Negli ultimi mesi, tra riunioni di condominio e consulti dall’avvocato, ogni contribuente si è presentato il dubbio amletico del momento, ossia “aderire o non aderire” al tanto decantato Superbonus 110.

Ovviamente non esiste una risposta univoca. Le esigenze di un soggetto anziano sono sicuramente differenti da quelle di un giovane e, la maggior parte delle volte, è difficile fare una somma. Ciò nonostante, se approcciato nelle debite modalità, il sovvenzionamento per la riqualificazione energetica, è davvero un incentivo da non farsi scappare.

Sulla base delle moltissime considerazioni che ci vengono ogni giorno proposte, abbiamo deciso di stilare una lista di dieci motivi i quali, a nostro avviso, vale la pena tenere in considerazione prima di effettuare qualsiasi decisione.

 

  1. Perché è a costo zero per il contribuente

E’ inutile rimandare la trattazione di questo punto. Chiunque valuta questo prodotto si pone, in primis, la seguente domanda: “ma davvero non devo tirare fuori un euro?”. La risposta, per quanto sorprendente, è affermativa.

Gli strumenti a favore del beneficiario sono molteplici. Lo sconto in fattura, al pari della detrazione o cessione del credito, permettono, nella sostanza dei fatti, al contribuente di non tirare materialmente fuori un euro dalle proprie tasche. Con l’ausilio di un professionista, infatti, si può perfettamente aderire all’incentivo non curandosi dell’importo economico dei lavori.

 

  1. Perché permette di avere una abitazione nuova, sicura ed ecologica senza alcuna spesa

Partiamo da un dato: sulla base delle ultime certificazioni ISTAT, in Italia il 84% del patrimonio catastale ha più di venti anni di età. Non rappresenta inoltre assolutamente una novità il fatto che gli immobili, al pari di qualsiasi bene, dopo ampi lassi di tempo necessitino di manutenzione costante e continue spese. Costi che si fanno sempre più esorbitanti con palazzine di quaranta o cinquanta anni. Deve essere dato atto che sempre più spesso, i proprietari di vecchi immobili, si lamentino di pagare, di fatto, un affitto mensile solo per coprire le spese che di volta in volta si presentano.

Su tali basi il Superbonus ha una portata nettamente dirompente! Come spiegato senza sopperire spese dirette, il beneficiario può godere di un immobile in linea con i canoni estetici moderni, nonché di una proprietà funzionale e sicura la quale, con ogni probabilità, non necessiterà di interventi e grandi esborsi nei prossimi decenni.

 

  1. Per il risparmio in bolletta

Efficientamento energetico è sinonimo di risparmio! Sulla scorta dei più recenti studi, infatti, una proprietà coibentata grazie alle nuove tecnologie energetiche necessità, a pieno regime, di una quantità di elettricità  fino a cinque volte inferiore rispetto agli attuali immobili con qualche ventennio sulle spalle. Si mettono quindi i privati nella possibilità di sostenere minori costi per l’energia, grazie all’autoconsumo e al risparmio energetico conseguito.

 

  1. perché il rischio è pari a zero

La maggiore paura che frena gli interessati è il paventato “rischio” che l’Agenzia delle Entrate in futuro decida di bussare alla loro porta per richiedere quanto dato, ed indebitamente percepito, a titolo di Ecobonus. Tale timore risulta, però, ad oggi totalmente infondato. Se la pratica viene gestita correttamente e nel rispetto dei riferimenti normativi, tale possibilità è infatti pari a zero. Il consiglio, soprattutto per questa normativa estremamente giovane, è quello di farsi coadiuvare sempre e comunque da professionisti qualificati evitando il pericolosissimo -fai da te-.

 

  1. perché non c’è mai stato un bonus simile

Anche la più meticolosa ricerca negli archivi fornirà il medesimo risultato: in passato non c’è mai stato un sovvenzionamento simile per portata d’intervento. E’ bene premettere che nello scorso secolo l’Italia si è sempre distinta, in ambito Europeo, per un deprecabile immobilismo sulla questione energetica e ambientale. L’Europa ci ha messo davanti ad un bivio permettendoci, con un colpo di spugna, di recuperare il terreno perso con un sovvenzionamento del tutto inedito. Non facciamocelo scappare.

 

  1. perché in futuro non ve ne sarà un altro

Così come non c’è stato in passato, è difficile ipotizzare che in futuro ci sarà un altro bonus dalla portata così eclatante per le medesime finalità. Il continuo avvicendarsi di nuove figure politiche e di governo, inizia a paventare la necessità dell’austerità per la spesa pubblica nei i prossimi quinquenni post-pandemia. In poche parole il Superbonus 110 è un sovvenzionamento da “adesso o mai più!”. Ricordiamo quindi che gli incentivi riguardano esclusivamente le spese sostenute dal luglio 2020 a giugno 2022 (scadenza ulteriormente spostata a fine 2022 per i lavori avviati e arrivati al 60% entro giugno 2022). Dopodiché è dato ipotizzare non verranno ulteriormente riproposti.

 

  1. perché permette di evitare una svalutazione dell’immobile e vi rientrano anche le seconde case

E’ bene valutare che, fra due anni, tutti gli immobili nei quali non si sarà operato subiranno un crollo vertiginoso del valore di mercato. Gli esperti sono tutti concordi; gli edifici con quaranta anni o più non potranno reggere il confronto di mercato con gli edifici completamente risistemati, con successivo crollo del loro valore di mercato dei primi. Per questo motivo il Superbonus è anche una scelta per la conservazione del proprio patrimonio immobiliare valutando una possibile, eventuale e futura vendita. Inoltre saggiamente il legislatore, valutando tale aspetto, ha voluto evitare di tagliare fuori quei soggetti che, magari, hanno più di una proprietà. Per questo motivo è stato previsto che i lavori potranno essere fatti anche sulle seconde case, esclusi gli immobili di lusso e le case d’epoca, oltre alle prime case e alle unità plurifamiliari come i condomini o le villette a schiera.

 

  1. perché ce lo chiede l’ambiente

A molti potrà sembrare banale, ma se tutti i vantaggi dal punto di vista economico non dovessero bastare, c’è sempre il fattore ambientale da dover tenere in debita considerazione. Non si può negare, infatti, che la situazione del nostro pianeta sia radicalmente cambiata. L’avvicendamento energetico è un piccolo ma grande passo, che i paesi moderni sono tenuti a fare per invertire la rotta. Pertanto tale incentivo, se calibrato in questa ottica, è in grado di fornire un contributo importante alla decarbonizzazione e alla generazione diffusa di energia da fonti rinnovabili.

 

  1. perché rimette in moto l’economia

Il Superbonus si è presentato, e nei fatti è, come una vera e propria carica esplosiva per l’economia odierna. Secondo una stima dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) l’incentivo in questione avrà un impatto notevole sul settore delle costruzioni, con ricadute complessive per l’economia italiana pari a circa 21 miliardi di euro. L’immissione nel tessuto produttivo di tale imponente somma di denaro, dunque, rappresenta il miglior tentativo per far ripartire il processo di spesa del paese con un effetto a cascata. Più cantieri partono e più imprese edili avranno lavoro, a loro volta quest’ultime dovranno assumere personale che, con un salario, spenderanno parte dei loro introiti per beni e servizi, e così via.

 

  1. per usufruire degli altri bonus nazionali e risparmiare ancora

Infine, ultimo aspetto importantissimo da tenere in considerazione, è quello di calibrare il Superbonus con gli altri bonus previsti e sovvenzionati dallo Stato. Moltissimi contribuenti stanno pertanto ipotizzando di sfruttare l’Ecobonus per farsi installare, sempre gratuitamente, le colonnine di ricarica elettriche necessarie per le macchine ibride ed elettriche, nonché per la ricarica di monopattini e biciclette con pedalata assistita. Così facendo, sfruttando gli ulteriori sovvenzionamenti ad oggi previsti, il risparmio è doppio ed ulteriore.

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