Superbonus 110 - Girocredito

Il D.L. 34/2020 sta permettendo a migliaia di beneficiari in tutta Italia di accedere senza alcun esborso a lavori che, diversamente, sarebbero stati ad appannaggio di pochi. Lo spettro delle operazioni fattibili con il Superbonus 110 è ampissimo ma, non di rado, si rinvengono dubbi su quali lavori sono ammessi ed in che misura. L’errore è dietro l’angolo nonché esistono molti falsi miti in materia.

La prima ed unica distinzione centrale da effettuare è tra lavori c.d. “Trainanti” e “Trainati”. Sono solo i primi, infatti, che permettono il superamento delle due classi energetiche per l’accesso al beneficio fiscale.

Da tale primo assunto possiamo dire che i trainati, che ad onor del vero sono quelli che fanno maggiormente gola ai contribuenti, possono essere effettuati solamente in aggiunta ai lavori principali, per massimizzare quindi il beneficio energetico ottenuto.

Per questo motivo effettuare una precisa distinzione è fondamentale. Tale operazione permette di orientare immediatamente i contribuenti verso i lavori che possono permettere, senza alcuna problematica, di cedere poi eventualmente il credito che si andrà a maturare.

I lavori “trainanti”

Come accennato i lavori c.d. trainanti sono i più importanti sia dal punto di vista materiale, in quanto maggiormente invasivi sull’immobile, sia per il fruttifero e positivo accesso al bonus.

Sulla base delle disposizioni legislative possiamo affermare che, quando si parla di trainanti, si ci riferisce ai seguenti interventi:

  1. isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro degli edifici, compresi quelli unifamiliari, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente dell’edificio;
  2. sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, raffreddamento e/o fornitura di acqua calda sulle parti comuni degli edifici. Vengono ricompresi anche gli impianti per il riscaldamento, raffreddamento e fornitura di acqua calda, inerenti a edifici unifamiliari o unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  3. interventi antisismici di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell’articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013 (cd. sismabonus).

Per accedere all’incentivo fiscale non occorre effettuare tutti lavori di cui sopra ma, esclusivamente, quelli voluti nella misura necessaria per avere accesso ai vantaggi della normativa. Il criterio da tenere in considerazione è, per l’appunto, il superamento di due classi energetiche per l’edificio immobiliare. Possiamo ben comprendere, quindi, come anche i proprietari di immobili che hanno da poco effettuati dei lavori, ad esempio antisismici, possono ugualmente sfruttare gli altri trainati disponibili.

I lavori “trainati”

Per quanto i trainanti diano accesso al bonus, è indubbio che tutti gli utenti guardino con interesse soprattutto ai lavori trainati. Quest’ultimi, come detto, possono essere eseguiti congiuntamente ai primi sfruttando la normativa e non richiedendo alcun esborso ulteriore di denaro.

Dato l’estremo interesse non possono sorprendere i vari dubbi interpretativi che si sono rincorsi, fugati poi dall’Agenzia dell’Entrate.

Volendo effettuare una disamina completa che non lasci spazio a zone di incertezza, per trainati si intende:

  1. gli interventi di efficientamento energetico rientranti nell’originario ecobonus di cui all’art. 14 D.L. 63/2013 (infissi, riscaldamenti a terra, ecc.);
  2. l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici;
  3. l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica;
  4. l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati.

Ribadiamo ancora che, i lavori appena menzionati, non possono essere fatti senza l’effettuazione dei congiunta dei lavori principali trainanti.

Successione Temporale dei lavori Trainati e Trainanti

Individuata quindi la fondamentale distinzione tra interventi trainanti e trainati, parimenti al fatto che solamente i primi diano accesso al beneficio fiscale in trattazione, appare opportuno rispondere ad una ulteriore questione che può essere naturale: “è possibile effettuare gli interventi secondari (trainati) prima di quelli principali (trainanti)?”.

A tal proposito è dovuto intervenire direttamente il Ministero dell’Economia e delle Finanze (M.E.F.) per segnare la regola che doveva essere da tutti seguita (dati gli innumerevoli interpelli che stavano sorgendo).

Secondo il Ministero, ai fini del Superbonus 110%, i lavori trainati devono essere effettuati congiuntamente agli altri ed in ogni caso coadiuvando i primi.

In altre parole le linee guida a riguardo sono le seguenti:

  • non può chiudersi il cantiere fintanto che anche i lavori trainati non siano stati effettuati;

  • i lavori trainati non possono anticipare per una questione logica i trainanti. Quindi fintanto che non è aperto il cantiere per i lavori primari è illogico ritenere di aprirne uno per i secondari.

Non è ammesso dunque, ai fini del Superbonus 110, effettuare prima gli interventi trainati e poi quelli trainanti se non sono stati formalmente avviati i lavori interessati per i principali.