Cessione credito

Proseguendo la nostra linea editoriale dedicata al tanto ambito Superbonus 110, abbiamo notato come frequentemente gli utenti abbiano molti dubbi sui limiti temporali per sfruttare l’incentivo. In particolare quest’ultimi lamentano, alquanto soventemente, non poche difficoltà ad orientarsi nel marasma di scadenze dettate per usufruire dei vantaggi fiscali.

La normativa è estremamente complessa e, nondimeno, il legislatore è più volte intervenuto sulla stessa generando una sicuramente evitabile confusione.

A tal fine, per non incappare in errori, è bene fornire un vademecum completo della materia.

La comunicazione all’Agenzia delle Entrate

A titolo di completezza deve innanzitutto essere premesso che è il beneficiario a comunicare direttamente all’Agenzia delle Entrate la scelta di una delle opzioni previste dal Decreto Rilancio.

Il contribuente, infatti, ha la possibilità di optare a sua completa discrezione, in sostituzione dell’utilizzo diretto della detrazione mediante la propria dichiarazione dei redditi, tra:

  • un contributo, sotto forma di sconto in fattura, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato direttamente dall’azienda che esegue i lavori;
  • la cessione del credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante a soggetti terzi (ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successive cessioni).

Diviene quindi fondamentale eseguire e comunicare tale scelta nei limiti previsti dalla legge, per non veder vanificati i propri interessi.

Modalità e Termini Originali di presentazione

Fin dal principio vi è stata estrema incertezza sulle corrette modalità e tempistiche per effettuare la summenzionata comunicazione fiscale. Preso atto delle difficoltà attuative iniziali, la stessa Agenzia delle Entrate è quindi intervenuta, con i provvedimenti dell’8 agosto 2020, n. 283847 e 12 ottobre 2020, prot. 326047, fissando tutte le regole operazionali. Tali interventi si sono dimostrati estremamente preziosi coadiuvando non poco gli operatori del settore.

La comunicazione dell’opzione, innanzitutto, sia per gli interventi eseguiti sulle unità immobiliari sia per gli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici, deve essere presentata all’Agenzia stessa esclusivamente in via telematica.

A tal riguardo il contribuente non dovrà far altro che utilizzare l’apposito modello compilabile presente nella propria area riservata del sito internet.

Ad onore del vero, quest’ultimo documento è estremamente di semplice redazione richiedendo i soli dati del beneficiario, nonché la scelta operata al pari dei vari impegni susseguenti alla comunicazione. Verrà poi richiesta, inoltre, l’allegazione dei documenti per l’accesso al bonus (Visto di conformità, Asseverazione efficienza energetica e Asseverazione rischio sismico) i quali saranno, comunque, ad esclusivo appannaggio dei vostri tecnici incaricati.

Per quanto riguarda i termini di presentazione, parimenti, quest’ultimi sono stati fissati sempre lasciando un ampio spazio di discrezionalità al beneficiario.

Viene innanzitutto prevista la possibilità di esercitare l’opzione o a fine lavori o in relazione a ciascuno stato di avanzamento degli stessi. In ogni caso deve essere ben tenuto a mente che, laddove si propenda per la seconda opzione, devono rispettarsi i seguenti limiti: comunicazione di massimo 2 avanzamenti dei lavori che rappresentino ciascuno almeno il 30% dell’intervento.

Dopodiché è stato introdotto un requisito temporale al fine di individuare precisamente ciascun termine di presentazione. Elemento di distinzione è l’anno solare di effettuazione delle spese (provvedimenti Agenzia delle Entrate n. 283847 dell’8 agosto 2020 e n. 283847 del 22 febbraio 2021):

  • Per le spese sostenute nel 2020 la comunicazione va effettuata entro il 16 marzo 2021 (data ad oggi prorogata al 31 marzo 2021).
  • Per le spese sostenute nel 2021 la comunicazione va effettuato entro il 16 marzo 2022.

Proroga per lavori effettuati nel 2020 fino al 31 Marzo 2021

Come appena individuato il termine di scadenza per le spese effettuate e sostenute nel 2020 è stato prorogato dal 16 al 31 marzo 2021 (provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 51374 del 22 febbraio 2021).

Tale scelta si è resa necessaria a fronte delle continue richieste da parte degli addetti ai lavori che raccoglievano le lamentele di un paese ancora paralizzato dall’evento pandemico. Tra zone rosse, arancioni e gialle si è reso, di fatti, indispensabile il predetto slittamento. Per il resto non cambia nulla; è la stessa Agenzia delle Entrate che precisa che tutte le altre norme rimangono in essere dovendosi procedere esclusivamente per via telematica.

Inoltre è bene statuire, a conclusione dell’odierno approfondimento, che a fronte del mancato invio della comunicazione il legislatore ha previsto una decadenza totale. In altri termini l’opzione esercitata dopo il termine del 31 marzo è totalmente inefficace. Il contribuente, quindi, si vedrà costretto ad utilizzare direttamente la detrazione spettante attraverso la propria dichiarazione dei redditi.

Orbene, è palese che operare per le spese del 2020 entro il 31 marzo diviene cruciale. Ciascun contribuente deve quanto prima adoperarsi rappresentando il tempismo un requisito fondamentale per il bonus fiscale. Ciò, soprattutto, al fine di mettere all’asta il proprio credito e massimizzare i propri profitti e vantaggi.