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In tutta la penisola negli ultimi mesi osserviamo un fenomeno abbastanza particolare, ossia la nascita di cantieri edili con una certa frequenza. La parola d’ordine sulla bocca di tutti è una sola: Superbonus!

Con la stessa velocità, però, nelle varie palazzine si stanno sovrapponendo riunioni condominiali, dubbi e liti generati dall’estrema confusione sull’argomento.

Alcuni credono impossibile che lo Stato, sempre restio a concessioni di tale portata, copra integralmente i costosissimi lavori di riqualificazione energetica di un edificio; altri, invece, desiderano aderire in modo sommario e sbrigativo ignorando i rischi che un comportamento superficiale possa generare.

Tutti sembrano avere un’indicazione discordante dall’altro. Tra l’anziano che per un fattore anagrafico non ne vuole sentire parlare e chi, viceversa, spinge per un’esecuzione veloce e sommaria, il caos regna sovrano!

A tal fine è fondamentale fare chiarezza sull’argomento grazie all’opinione professionale di legali e tecnici ferrati in materia.

L’Ecobonus 110 è il vero protagonista e vincitore delle sovvenzioni statali dell’ultimo ventennio, e noi desideriamo, con i nostri approfondimenti, darvi gli strumenti per essere dei veri e propri esperti in materia. Cominceremo, come è ovvio, fornendo le informazioni base, per poi addentrarci sempre di più nella normativa approfondendo i più disparati argomenti e dubbi.

Sapere è potere, quindi mettiamoci al lavoro.

 

Cosa è l’Ecobonus

Il cosiddetto Superbonus 110% (o Ecobonus che dir si voglia) è l’innovativa ed inesplorata agevolazione prevista dal Decreto Rilancio (D.Lgs. 19 maggio 2020, n. 34) che eleva al 110% il rimborso sulle spese sostenute per chi effettuerà interventi di isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e riduzione del rischio sismico nei propri condomini o abitazioni singole.

Facciamo un esempio semplice e comprensibile. A fronte di una spesa di 100.000 € per gli interventi appena citati, corrisponderà un bonus fiscale pari a 110.000 €. Nella pratica i condomini potranno usufruire, e vedremo in che modo, dei lavori senza materialmente sborsare un euro.

Probabilmente ora, se eravate totalmente ignari sull’argomento, starete già capendo il perché di tanto interesse su questo strumento.

 

Che condizioni devono essere rispettate?

Parimenti a qualsiasi concessione governativa, anche l’Ecobonus porta con un sé un importante decalogo di condizioni che devono essere scrupolosamente rispettate per non vedersi bussare in futuro alla porta l’Agenzia delle Entrate.

Presupposto fondamentale sul quale viene imperniata tutta la normativa è il seguente: i lavori devono apportare un miglioramento di almeno due classi energetiche o, l’eventuale minore miglioramento ottenuto, deve rappresentare il massimo tecnicamente raggiungibile. Possiamo quindi di converso comprendere un ulteriore dato. Sono escluse dall’ambito di applicabilità del bonus le nuove costruzioni o quelle di recentissima fabbricazione (le quali si presuppone difficilmente potranno ottenere un ulteriore salto di due classi energetiche verso l’alto).

Gli interventi che danno diritto alla detrazione del 110% sono sostanzialmente di due tipi e possono riguardare sia la singola unità immobiliare che il condominio, questi si differenziano in:

  • Interventi Trainanti o Principali; e
  • Interventi Trainati o Secondari.

Tra i primi troviamo quelli in grado di permettere, nella quasi totalità delle volte, il tanto desiderato superamento delle classi energetiche. E’ lo stesso legislatore che ci indica fra questi lavori l’isolamento termico (più soventemente conosciuto come “Cappotto”), gli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni degli edifici, nonché le pompe di calore le quali possono essere installate insieme ad impianti fotovoltaici o solari con  i relativi sistemi di accumulo.

Vi sono poi gli interventi trainati i quali, come suggerisce lo stesso nome, devono effettuarsi congiuntamente ai primi per poter essere oggetto di agevolazione. Sono proprio i trainati, infatti, quelli che fanno maggiormente gola a tutti i contribuenti. Chi non vorrebbe finestre nuove e di ultima generazione gratis al pari di impianti fotovoltaici che permettano di non spendere più un euro in bolletta? Ed ancora, chi non desidererebbe delle modernissime infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici (le cosiddette colonnine di ricarica) per sfruttare, successivamente, anche il bonus autoveicoli?

Fin da subito deve specificarsi che i lavori trainati non riescono, da soli, a colmare il gap energetico richiesto dalla normativa e necessitano, sulla base di ciò, di essere accompagnati ai lavori trainanti, ben più invasivi sull’edificio.

Successivamente va approfondito la seconda condizione fondamentale per l’accesso alla sovvenzione. Ossia la natura di chi può usufruirne. La stessa Agenzia delle Entrate ha fugato tutti i dubbi sancendo che solo le persone fisiche, i condomini, gli istituti dediti alla gestione delle case popolari, le cooperative di abitazione e le organizzazioni non lucrative possono essere beneficiarie della detrazione fiscale. Vengono quindi espressamente escluse tutte le attività commerciali indipendentemente dalla forma societaria (S.A.S., S.R.L., S.P.A., S.N.C., ecc.).

 

Le tappe fondamentali

Altro punto sul quale si naviga a vista è rappresentato dalle tappe necessarie per addivenire al tanto desiderato “lavoro a costo zero”.

Per prima cosa è necessario, con l’aiuto di un professionista (magari la stessa azienda o rete di imprese alla quale sareste interessati in futuro a commissionare il lavoro) elaborare una “Diagnosi Energetica del fabbricato”. Tale primo step permette di valutare e definire la fattibilità dei vari interventi nonché lo scenario operazionale migliore. Può sembrare un passaggio banale ma non ha senso incunearsi in eventuali lunghe ed estenuanti riunioni condominiali senza avere la conoscenza probabilistica di poter, successivamente, superare le due classi energetiche ed accedere al bonus.

Superato tale primo scoglio, deve poi essere formalmente scelto (con regolare incarico deliberato in assemblea per i condomini) il professionista “asseveratore”. Quest’ultimo verrà incaricato di verificare la conformità urbanistica e catastale dell’immobile, senza la quale non è possibile redigere i vari incartamenti burocratici necessari.

Se i controlli avranno esito positivo, e non verranno rinvenuti abusi catastali o motivi ostativi al salto delle due classi energetiche, potrete convenire tutte le specifiche del vostro nuovo immobile eco-friendly con la ditta incaricata.

Non dovrete far altro, quindi, che veder compilate le ultime scartoffie dal professionista da voi scelto. Verrà quindi redatta l’asseverazione finale (compresa di APE pre e post intervento), generata la pratica sul portale ENEA e dell’Agenzia delle Entrate ed ottenuto il visto di conformità da un commercialista abilitato nel caso in cui si voglia utilizzare la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Espletate tali sovrabbondanti ma necessarie pratiche burocratiche i lavori potranno avere luogo. Quali beneficiari dovrete esclusivamente attivarvi con il vostro commercialista per le dichiarazioni dei redditi successive all’anno di realizzazione delle opere (per chi voglia utilizzare le detrazioni direttamente sul proprio IRPEF); in alternativa chiudere l’accordo di cessione del credito per recuperare subito il 100% di quanto speso per l’intervento di riqualificazione energetica.

 

Cessione del credito o sconto in fattura

Il Superbonus come abbiamo visto introduce modalità rivoluzionarie all’interno dei bonus statali. Nell’alveo delle novità deve inserirsi la previsione di scelta tra due opzioni per chi non voglia, o non possa, direttamente giovare della detrazione fiscale (perché ad esempio professionista in regime forfettario). Vengono quindi individuate:

  • la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.
  • un contributo, sotto forma di sconto in fattura sul prezzo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

 

Conclusioni

Come avrete sicuramente notato non è affatto possibile sommarizzare un argomento tanto ampio e sfaccettato. Risolvere un dubbio porta, inevitabilmente, alla nascita di questioni ulteriori. Nell’invitarvi a non cadere del tranello di chi offre soluzioni omnicomprensive, l’articolo odierno offre un ottimo punto di partenza per guidarvi nei meandri della disciplina che illustreremo personalmente.